Studio legale Milano: Curatore speciale del minore

Curatore speciale del minoreIl curatore speciale del minore. Quadro normativo nazionale e internazionale.

Con l’entrata in vigore delle disposizioni processuali contenute nella Legge n. 149 del 28 marzo 2001(Curatore speciale del minore), “Modifiche alla legge 4 maggio 1983, n.184, recante «Disciplina dell’adozione e dell’affidamento dei minori», nonché al titolo VIII del libro primo del codice civile”, è stato introdotto, nel nostro ordinamento, l’istituto della difesa tecnica obbligatoria del minore in particolari procedimenti quali quelli “de potestate” e di adozione.

Questo importante intervento legislativo rappresenta una “trasposizione” all’interno dell’ordinamento italiano di alcuni principi – tra cui quello della difesa dei diritti del minore – contenuti in diverse convenzioni internazionali, in primis la Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei minori adottata dal Consiglio d’Europa il 25 gennaio 1996, nonché un’esplicazione del principio del giusto processo contenuto nell’art. 111 della nostra Costituzione che garantisce, per l’appunto, lo svolgimento  del procedimento nel contraddittorio tra le parti.

Il curatore speciale del minore. Nomina e funzioni

Il curatore speciale è definito come colui che assicura nel procedimento minorile la tutela degli interessi e dei diritti del minore.

Nello svolgimento del suo incarico, infatti, ha il dovere/onere di compiere, in sostituzione del bambino e nel suo esclusivo interesse, uno o più determinati atti ogni qualvolta tali atti non possano essere posti in essere da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale a causa dell’insorgenza e sussistenza di un conflitto di interessi tra questi ultimi e il minore; il curatore rappresenta il minore nel processo.

Linee guida elaborate dall’U.N.C.M

L’unione nazionale camere minorili (U.N.C.M.) ha elaborato delle Linee Guida nazionali allo scopo di meglio definire il ruolo che il difensore del minore è chiamato a ricoprire e i principi cui deve ispirarsi nello svolgimento del suo incarico.

Di seguito le linee guida pubblicate sul sito dell’Unione nazione camere minorilia.

Linee guida

    1. il difensore/curatore speciale del minore possiede una formazione specifica e qualificata ed una reale motivazione a rivestire l’incarico;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore nell’espletamento del proprio mandato valuta il miglior interesse del minore nel rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti allo stesso e delle Convenzioni internazionali;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore nell’espletamento del proprio mandato agisce in perfetta autonomia e si ispira al principio di minima offensività per il minore rispetto ai tempi ed ai contenuti del procedimento;

 

    1. l’avvocato si astiene dall’assumere l’incarico di difensore/curatore speciale del minore nel caso in cui sia o sia stato precedentemente, anche in procedimenti aventi diverso oggetto, difensore di un adulto appartenente allo stesso nucleo famigliare;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore intrattiene con tutti gli altri soggetti e professionisti che a vario titolo si occupano del minore rapporti improntati a correttezza, lealtà e spirito di collaborazione;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore nell’espletamento del proprio mandato richiede informazioni al tutore, se esistente, agli educatori, al personale sanitario, all’assistente sociale, agli affidatari e ad eventuali altre figure ritenute significative;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore, nel caso in cui questi sia parte offesa in un procedimento penale, mantiene rapporti costanti con il curatore speciale/difensore del minore nel procedimento penale stesso;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore tiene contatti con l’ente affidatario ed i Servizi Sociali e possibilmente partecipa a periodici confronti sui risultati degli accertamenti disposti; nomina, se lo ritiene opportuno, un proprio Consulente Tecnico di Parte nel caso in cui venga disposta una Consulenza Tecnica d’Ufficio;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore, ricevuta la nomina, si costituisce tempestivamente e partecipa personalmente alle udienze, salvo, in caso di necessità, provvedere a farsi sostituire da professionista con formazione specifica e qualificata e con conoscenza degli atti di causa;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore, nei casi di affidamento a rischio giuridico del proprio assistito, mantiene la segretezza della residenza e del domicilio del minore;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore partecipa alla audizione del minore sensibilizza e sollecita le Parti affinché l’audizione in udienza del minore di età non sia condizionata dalla presenza delle Parti e dei loro difensori e suggerisce modalità alternative di partecipazione, in modo che sia garantito alle Parti il rispetto del diritto di difesa ed al minore la possibilità di esprimere liberamente il proprio pensiero;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore si adopera affinché i colloqui/incontri con il proprio assistito avvengano valutando la migliore modalità in relazione all’età del minore ed alle condizioni psico-fisiche dello stesso, anche avvalendosi della collaborazione del suo terapeuta, dei servizi sociali e dell’eventuale tutore;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore infradodicenne valuta con il tutore se esistente, con gli operatori dei servizi, e con l’eventuale terapeuta l’opportunità di incontrarlo preferibilmente presso il proprio studio; valuta anche l’opportunità della loro presenza al colloquio, nonché di un proprio eventuale Consulente Tecnico di Parte, nel caso in cui sia disposta Consulenza Tecnica d’Ufficio;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore ultradodicenne incontra il minore, preferibilmente presso il proprio studio, a meno che ciò non sia in contrasto con gli interessi superiori del medesimo;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore durante l’incontro, fornisce al minore, se capace di discernimento, con modi e termini a lui comprensibili, informazioni e spiegazioni relative al proprio ruolo ed alla procedura che lo riguarda; nel caso in cui il minore voglia esprimere le proprie idee, si impegnerà a riferirle all’autorità giudiziaria, pur informandolo che come difensore/curatore speciale dovrà esprimere un parere che tenga conto anche di tutti gli altri elementi emersi nel processo, in considerazione dell’interesse del minore;

 

    1. il difensore/curatore speciale del minore capace di discernimento si rende disponibile, in collaborazione con le varie figure professionali competenti, a fornirgli informazioni sull’esito della procedura;

 

  1. il difensore/curatore speciale del minore tutela l’anonimato del proprio assistito, si astiene dal rilasciare dichiarazioni e/o interviste relative al procedimento salvo che per effettuare smentite o rettifiche a notizie già diffuse pubblicamente.
Fonte: Camere minorili – linee guida del curatore speciale difensore del minore nei procedimenti di adottabilita e de potestate

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