Studio legale Milano: Fatture non pagate

fatture non pagateFatture non pagate: in che modo agire e tutelarsi?

In questi ultimi tempi capita sempre più frequentemente di avere delle fatture non pagate.

In questi casi, cosa è opportuno fare per cercare di recuperare il proprio credito? Ecco un breve vademecum.

Innanzitutto, chi deve emettere fattura?

In linea generale, i soggetti passivi IVA che effettuano cessione di beni o prestazioni di servizi sono tenuti a emettere fattura.

Il documento fiscale viene emesso con riferimento a beni mobili e beni immobili rispettivamente al momento della consegna e a quello della stipula del contratto, in caso invece di prestazione di servizi al momento del pagamento.

Cosa deve indicare la fattura?

L’art. 21 del Testo unico dell’imposta sul valore aggiunto (DPR 26 ottobre 1972, n. 633), fornisce un elenco completo delle indicazioni che la fattura deve contenere tra le quali:

data in cui è emesso il documento fiscale;

– data in cui è effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero quella in cui è corrisposto totalmente o parzialmente il corrispettivo, sempre che tale data sia diversa da quella di emissione della fattura;

numero progressivo della stessa;

ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio dei soggetti cedente o prestatore e cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;

numero di partita IVA dei soggetti cedente o prestatore e cessionario o committente; nell’ipotesi in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale;

natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi forniti che costituiscono oggetto dell’operazione;

corrispettivi ed altri dati necessari per determinare la base imponibile, compresi quelli inerenti i beni ceduti a titolo di sconto, premio o abbuono di cui all’articolo 15, comma 1, n. 2), D.P.R. 633/1972;

aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro.

Termine entro il quale deve essere effettuato il pagamento della fattura

Per quanto riguarda il pagamento, esso va effettuato nel caso di fattura riguardante l’acquisto di beni e servizi da parte di un soggetto che non sia il consumatore finale, entro il termine di trenta giorni dalla ricezione del documento fiscale, dal termine della prestazione o dalla consegna della merce.

Il termine è invece di sessanta giorni e decorre dal ricevimento della fattura, nell’ipotesi in cui si tratti di acquisto di prodotti deteriorabili.

Per quanto riguarda i rapporti tra imprese e/o professionisti, può essere concordato un termine maggiore, formalizzando in tal caso la scadenza in forma scritta qualora questa superi i sessanta giorni.

E se il pagamento non viene effettuato?

Il creditore procederà, in primis, con l’invio al debitore – tramite raccomandata con avviso di ricevimento o posta elettronica certificata – di una lettera (c.d. sollecito di pagamento) contenente l’invito a procedere con il pagamento della fattura rimasta insoluta (occorre indicare il numero e la data del documento fiscale nonché il relativo importo).

Se, malgrado i solleciti inviati, non si ottiene alcun riscontro da parte del debitore, è opportuno rivolgersi a un avvocato che provvederà alla formale costituzione in mora del medesimo.

Ciò comporterà un notevole aggravio di spese in capo al debitore; all’importo originariamente previsto, infatti, verranno calcolati e aggiunti gli interessi di mora nonché tutte le spese sostenute dal creditore per recuperare la somma.).

Per avere maggiori dettagli dall’Avvocato in merito  alle fatture non pagate o al recupero crediti basta compilare il modulo sottostante dettagliando la questione nel campo “Contenuto”.

 




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